mercoledì 9 luglio 2008

Mohammad Bakri assolto ... ma colpevole

Potenza della dialettica e della giurisprudenza!
Si viene processati perché avremmo calunniato 5 soldati della riserva in un film in cui, gli stessi, non compaiono, e si viene condannati perché avremmo "vilipeso" l'intero esercito israeliano ... però non i 5 soldati che hanno intentato il processo ... quindi siamo assolti ... o no?!?

Ilpessottimista ha voluto attendere qualche giorno per commentare e, forse, chiudere la Campagna promossa per Mohammad Bakri (il forse è dovuto alla fiducia nella fantasia e pervicacia di nuovi potenziali accusatori: la sentenza d'altronde offre, a costoro, ampi margini di manovra).
Abbiamo chiesto un commento a Bakri - oggi pubblicato da Il Manifesto - che riportiamo in fondo a questo nostro, commento che riesce a riassumere l'intera, drammaticamente farseca, vicenda.

Ci piacerebbe poter affermare che la Campagna de Ilpessottimista ha influito sull'esito positivo del processo, ma questo sarebbe, a dir poco, presuntuoso ma, soprattutto, millanteremmo un merito impossibile ad attribuirsi.
Possiamo, però, sostenere con serietà che l'obiettivo ultimo dei nosri sforzi è stato sicuramente raggiunto: "mettere in imbarazzo l'intellighentia pacifista israeliana" che aveva spudoratamente ignorato la vicenda. Ha'aretz - il quotidiano di detta intellighentia - dedicò 3 articoli alla Campagna de Ilpessottimista e seguì, da allora, la vicenda processuale.

Come dicevamo la Campagna termina con la sentenza del 30 giugno scorso ... forse.
Un grazie vero va a tutti i cineasti, attori, sceneggiatori che vollero sottoscrivere l'appello; a coloro che hanno permesso le 55 proiezioni di "Jenin, Jenin" in tutta Italia (ed un grazie particolare ad Alessandro che ha impostato la campagna grafica per tutte le località coinvolte); a quanti hanno acquistato copie del DVD (e, ad oggi, sono circa 500 le copie vendute), augurandoci che si continui a voler comprare e regalare questo documento straordinario.
Grazie a Marco che persistendo vivamente nel nostro ricordo ci ha permesso di arrivare sino in fondo.

Costretto, non eroe. Così che ho girato i miei tre documentari
Mohammad Bakri

Dico “costretto” perché sono un attore e non un regista, dico “costretto” nonostante io abbia amato i miei tre documentari come un padre ama i suoi figli. Costretto perché in questi film non sono stato altro che un essere umano che difende il suo racconto vietato (non ufficialmente) in Israele, perché Israele da 60 anni diffonde la sua narrazione che smentisce e contraddice la mia narrazione.Il mio primo film è stato girato nel 1998, sui 50 anni di Nakba. Il secondo - nel 2002 - intitolato Jenin, Jenin, sulla popolazione del campo profughi di Jenin e sul loro racconto al mondo di che cosa è successo durante l’invasione israeliana, nell’aprile del 2002. L’ultimo, “Da quando te ne sei andato”, su quello che è successo a me e a noi palestinesi dopo la scomparsa del mio amico e maestro, l’intellettuale palestinese Emile Habibi; film in cui faccio visita alla sua tomba -a Haifa, la sua amata città- e gli parlo, confidandomi da amico a amico, di quello che è successo da quando ci ha lasciati. Lui, morto, è sempre vivo dentro di noi.Sin dalla sua apparizione - nel 2002 - Jenin Jenin è stato vietato dalla “Commissione israeliana per la censura dei film”, ma dopo due anni sono riuscito ad ottenere un permesso dalla Corte Suprema e così ad annullare la censura su Jenin, Jenin. Durante questi sei anni, a partire cioè dal 2002, cinque soldati israeliani mi hanno trascinato nei tribunali con l’accusa di diffamazione e di aver sporcato il loro “buon nome”, chiedendomi di pagare due milioni e mezzo di shekel di risarcimento (500.000 euro circa ndr)!Questi soldati sostengono di aver partecipato all’invasione come soldati di riserva! Ma io non conosco questi cinque soldati, non sono menzionati nel mio film, né nominati, né ripresi! Sostengono che Jenin, Jenin li ha feriti e ha danneggiato il loro nome!Finalmente, qualche giorno fa, è stata emessa la sentenza con cui il tribunale ha respinto le loro richieste nei miei confronti. Tuttavia, fra le varie cose, la sentenza afferma che non sono riuscito a provare che il film è veritiero, nonostante mi sia dovuto trascinare nel tribunale israeliano i protagonisti del film per testimoniare che nel film hanno detto la verità e nient’altro che la verità. Inoltre, la sentenza afferma che ho mentito quando ho detto che ho prodotto il film con delle buone intenzioni; al contrario, lo avrei fatto con delle cattive intenzioni.Ma la stessa legge israeliana mi protegge, perché la diffamazione sarebbe in generale contro tutto l’esercito israeliano e non contro questi cinque soldati in particolare! Oddio grazie, legge israeliana! Mi domando: quando un soldato israeliano ha sparato su un’attrice teatrale – la mia collega di lavoro Valentina Abu ‘Aqsa – che cosa avrei dovuto fare? Non sono un soldato per difenderla con le armi. Mi sono trovato in mano la mia telecamera e sono entrato nel campo profughi di Jenin, dopo l’invasione, perché il soldato le aveva sparato mentre stavamo dimostrando contro l’invasione, al posto di blocco di Al Jalmeh, a nord di Jenin.Israele ha sollevato un polverone intorno a questo film, ha allertato tutti i suoi ambasciatori per combatterlo e per impedirgli di raggiungere gli schermi internazionali. E ci è riuscita!! Ci è riuscita con le pressioni e l’intimidazione, vietandone la trasmissione, programmata per il 1 aprile 2003 sul canale satellitare “Arte”. Lasciamo stare…Israele ha deformato la mia immagine attraverso i suoi schermi, i suoi giornali e dai banchi della Knesset, accusandomi di terrorismo, fino a che non sono diventato –agli occhi di tanti- quasi come Bin Laden! Io, quello che lotta da 35 anni per la pace. Date un’occhiata alla mia storia e ai miei film negli ultimi trent’anni e oltre! Guardate Private, Dietro le sbarre, Hanna K., La masseria delle allodole, Finale di coppa del mondo, Haifa, Il pessottimista…Oltre tutto questo, l’impero mediatico sionista israeliano ha prodotto centinaia di film contro di me e io non ho fatto ricorso a nessun tribunale. Il mio unico crimine è stato quello di reagire e di girare i tre film (perché costretto, non perché eroe). Israele ha girato tre film come risposta al mio “Jenin Jenin”, e li ha trasmessi su Prime Time (durante l’ora di massimo ascolto). Il primo è “Quaderni dei riservisti” (in cui compaiono tre dei cinque soldati che mi hanno fatto causa in tribunale). Il secondo, “La strada per Jenin”, di un regista che ha usato un falso nome francese: Pierre Rahuf. Il terzo, “Jenin. Il massacro della realtà”, di un regista ebreo-canadese. Questi film sono stati trasmessi ripetutamente a una popolazione israeliana già manipolata e già sottoposta al lavaggio del cervello. Mentre il mio film è stato proibito e attaccato sino ad oggi, nonostante la mia vittoria in tribunale per ben tre volte. Due contro la censura israeliana, e l’ultima contro cinque vacche sacre!
(traduzione dall’arabo: Farah Saleh, Nicola Perugini)

venerdì 9 maggio 2008

Dvd Jenin Jenin


Ilpessottimista ha messo in produzione il DVD contenente “Jenin, Jenin” e “Da quando te ne sei andato” di Mohammad Bakri.
La produzione è a cura di Hawiyya-Onlus di Siena.
La versione è quella originale con sottotitoli in italiano (non era tecnicamente possibile aggiungere altre lingue).
La vendita avverrà per sottoscrizione con due precise motivazioni: aiutare Mohammad Bakri nelle spese processuali e manifestare il nostro carattere dispettoso.
Vogliamo infatti fare il miglior dispetto a quanti hanno voluto prima censurare, poi calunniare e demonizzare, infine querelare “Jenin, Jenin”, volendo che se ne discutesse in mancanza dell’oggetto: cioè del film.
Ci auguriamo di incontrare molte persone dispettose come noi: che lo comprino, lo regalino, lo mostrino agli amici.
In definitiva che se ne possa discutere dopo averlo visto.

Il DVD viene venduto a 20 euro.
Per acquisti superiori alle 20 copie 18 euro.
Per acquisti superiori alle 40 copie 15 euro.
I pagamenti potranno essere effettuati tramite contrassegno postale o Paypal.
Ilpessottimista pubblicherà tutti i dati relativi ai costi di produzione ed alle altre spese a cui farà fronte (ad es. la SIAE).
Tolte le spese vive ilpessottimista tratterrà 1 euro a copia per alimentare gli sviluppi della Campagna che continua, come potrete constatare leggendo il successivo articolo di questo blog.
Quanto raccolto verrà inviato a Mohammad Bakri.
Aggiorneremo regolarmente sui numeri delle copie vendute e sulle cifre raccolte.
Dispettosi di tutta Italia uniamoci!

Per quantità maggiore di 20 copie vi preghiamo di contattarci direttamente tramite mail: ilpessottimista@gmail.com.

Aquista il DVD su PayPal:

giovedì 21 febbraio 2008

Giuristi e Docenti di Diritto per Bakri

Ilpessottimista ha inviato un appello a giuristi e docenti di diritto affinché possa nascere un Comitato che sostenga Mohammad Bakri.
Il primo firmatario è il Professore Danilo Zolo dell'Università di Firenze.
Nei prossimi giorni pubblicheremo le adesioni.

mercoledì 20 febbraio 2008

Pubblichiamo il primo elenco dei firmatari dell'Appello per Mohammed Bakri.

Abbiamo ricevuto molte altre adesioni dal mondo dell'arte: per una scelta di coerenza, il primo elenco contiene i nominativi dei colleghi di Bakri: registi, attori, sceneggiatori, critici cinematografici, autori e curatori.
Ci auguriamo che questa prima lista solleciti altre adesioni.
Per il momento un grazie ai moltissimi che affollano tutti gli incontri avvenuti sino ad ora.
Il Pessottimista.



Alberto Barbera, Direttore Museo azionale del Cinema. Giuseppe Bertolucci, regista. Bruno Bigoni, regista. Mimmo Calopresti, regista. Gaetano Capizzi, Direttore CinemAmbiente. Maurizio Carrassi, regista. Antonella Cecora, attrice. Cristina Cellini, attrice. Maria Coletti, Cineteca Nazionale. Sara Cortellazzo, direttrice Festival Sottodiciotto. Saverio Costanzo, regista. Elena Maria D'Agnolo Vallan, autrice. Stefano Della Casa, critico cinematografico. Marco Dinoi, regista. Felice Farina, regista. Minnie Ferrara, produttrice. Daniele Gaglianone, regista. Giuliana Gamba, regista. Roberto Giannarelli, regista. Marco Tullio Giordana, regista. Giuliano Girelli, Ass. Documè. Valerio Jalongo, regista. Carlo Lizzani, regista. Daniele Luchetti, regista. Peter Marcias, regista. Vincenzo Marra, regista. Francesco Ranieri Martinotti, regista. Mario Martone, regista. Francesco “Citto” Maselli, regista. Mario Monicelli, regista. Anita Mosca, regista. Davide Oberto, curatore festival. Moni Ovadia, attore-autore. Sandro Petraglia, sceneggiatore. Giuseppe Piccioni, regista. Pierpaolo Pirone, sceneggiatore. Elfi Reiter, critico cinematografico. Alice Roffinengo, montatrice. Gianni Rondolino, storico, critico. Stefano Rulli, sceneggiatore. Domenico Saverni, sceneggiatore. Pasquale Scimeca, regista. Dominick Tambasco, regista. Sasa Vulicevic, attore. Serra Yilmaz, attrice. Fulvio Wetzel, regista.

AGGIORNAMENTI (dal 6 febbraio): Giovanni Minerba, direttore del Torino GLBT Film Festival. Adele Cacciagrano, Art'O. Rosa Di Glionda, Federazione Italiana dei Circoli del Cinema (FICC). Antonello Faretta, Regista, Presidente Potenza International Film Festival.

ilpessottimista@gmail.com

sabato 9 febbraio 2008

Roma - Concerto in memoria di Marco Dinoi




Roma, Domenica 10 febbraio, ore 17,00
Teatro Palladium, Università di Roma 3
P.zza Bartolomeo Romano 8
Dal'Ouna in concerto
Ramzi Aburedwan con Al-Kamadjati rende omaggio a Marco Dinoi

sabato 2 febbraio 2008

mercoledì 30 gennaio 2008

30 gennaio, Bakri a Siena

Appuntamento alle 18,30 al Cinema Nuovo Pendola.

Siena è la terza tappa di un "tour" che si sta rivelando straordinario per il regista ed attore palestinese, Mohammed Bakri, accusato in Israele per i contenuti del suo film "Jenin, Jenin".
Sono stracolme tutte le sale che in 30 città italiane ospitano le proiezioni del film incriminato. Ieri sera nella sede dei "100 autori", la Libreria del Cinema di Roma, il dibattito si è protratto per ore con il pubblico stipato anche nel marciapiede difronte alla libreria.

Ricordiamo che, sempre stasera il film verrà proiettato a Firenze, dalle ore 21,00, alla Libreria Café la Cité, e, alle 21,30 a Colle Val d'Elsa, dalle ore 21,30 al Teatro dei Varii.

domenica 27 gennaio 2008

Intervista a Mohammed Bakri

Nicola Perugini intervista Mohammed Bakri. (25 gennaio 2008)
Ascolta l'intervista

mercoledì 16 gennaio 2008

Ieri il Pessottimista ha perduto Marco Dinoi

È morto a 35 anni.
Dolore, sconcerto, desolazione, amore, rabbia, determinazione: questa infine.
Marco ci scocciava, vivo; ci inguaia, morto.
Perché l’unico modo per noi concepibile di ricordarlo è rivivere in noi le sue scocciature: il rigore, l’intransigenza, la coerenza accompagnati, per di più, dal sorriso se non - addirittura! - dalla risata.
Ci ha proprio inguaiato!
Il Pessottimista, quindi, continua, rilanciando: dovendo rilanciare.
Per colpa di Marco saremo più rigorosi, più intransigenti, più coerenti che mai, custodendo sempre in noi la sua magnifica risata.
Oggi il Pessottimista ha trovato Marco Dinoi.

Dedicato ad un Amico

Pubblichiamo il primo elenco di città che proietteranno “Jenin, Jenin”.
Nei prossimi giorni il calendario completo con tutti i riferimenti.

BARI, BOLOGNA, CAGLIARI, CALIMERA, COLLE VAL D’ELSA, FIRENZE, GENOVA, GUBBIO, IVREA, L'AQUILA, MANZIANA, MILANO, NAPOLI, PADOVA, PERUGIA, PISA, PISTOIA, PONTEDERA, RAGUSA, ROMA, SIENA, SULMONA, TAVARNELLE VAL DI PESA, TORINO, VENEZIA, VICENZA e ATENE!

venerdì 28 dicembre 2007

Appello al mondo dell'arte

il campo profughi di Jenin ospita 14.000 rifugiati palestinesi. Subito dopo l’incursione lanciata il 3 aprile 2002 dall’esercito israeliano («su una scala senza precedenti», per citare un rapporto di Human Rights Watch) con lo scopo ufficiale di catturare o uccidere militanti palestinesi responsabili di attacchi suicidi, il regista e attore Mohammad Bakri girò al suo interno Jenin Jenin. Il film, che mostra soprattutto gli effetti degli attacchi aerei sulle abitazioni civili ed interviste alla popolazione del campo, fu inizialmente bandito in Israele e successivamente autorizzato dall’Alta Corte Israeliana. Tale autorizzazione tuttavia ha permesso solo quattro proiezioni pubbliche a Tel Aviv e Gerusalemme. Bakri è nel frattempo finito sotto processo, accusato da cinque soldati di vilipendio delle forze armate israeliane. Qualora dovesse perdere la causa, dovrebbe pagare l’equivalente di 500.000 euro.
Per chi ha visto il film, le accuse rivolte a Bakri sembrano essere pretestuose, non solo perché l’esercito israeliano in quell’occasione ha commesso contro la popolazione civile «violazioni di leggi umanitarie internazionali, ed alcune di tali violazioni sono equiparabili a veri e propri crimini di guerra» (dal già citato rapporto di HRW), ma anche perché siamo di fronte al rischio concreto che la vicenda di Jenin Jenin e del suo autore, divenga una forma di "attacco preventivo" al diritto di informazione ed espressione artistica in Israele, un attacco rivolto a "futura memoria”. Uno dei messaggi che potrebbero essere veicolati da un eventuale condanna di Bakri in questo processo è che, all’interno di Israele, il racconto dei fatti relativi al conflitto e di tutte le loro versioni possibili sia precluso e da precludere a un cittadino israeliano di origine palestinese, oltre che ai palestinesi stessi, come numerose voci critiche israeliane (sia ebree che palestinesi) stanno faticosamente denunciando da tempo.
Per questi motivi desidereremmo far giungere a Mohammad Bakri il nostro appoggio solidale, ma soprattutto, per i medesimi motivi, riteniamo fondamentale che i mezzi di comunicazione europei e la pubblica opinione possano seguire gli sviluppi e le implicazioni del processo. Anche a questo scopo tra il 28 gennaio ed il 1 febbraio 2008, in coincidenza con la riapertura del processo, verranno organizzate, simultaneamente in diverse città italiane, proiezioni pubbliche del film.

giovedì 27 dicembre 2007

Proiettare "Jenin, Jenin" come risposta creativa

Quindi, proiettare come DOVERE alla libertà di espressione.
Vi invitiamo a segnalarci la possibilità di proiettare "Jenin, Jenin" nella vostra città, indicandoci data e luogo: vi invieremo tutte le informazioni per partecipare all'evento.
Grazie,
Il Pessottimista

venerdì 21 dicembre 2007

Insieme per il regista palestinese Mohammed Bakri

Mohammed Bakri, il regista e attore palestinese è sotto processo in Israele con l’accusa di “vilipendio delle Forze Armate” per il suo film “Jenin, Jenin” del 2002.
Rischia di dover pagare 500 mila euro di multa: somma che lo rovinerebbe, costringendolo ad espatriare.
Al di là di ogni altra considerazione ciò per cui vogliamo che si parli del processo è per difendere il puro e semplice diritto alla libertà di espressione artistica.
In una lettera indirizzata ad esponenti del mondo cinematografico a cui stiamo chiedendo adesioni, abbiamo definito il processo un vero e proprio “attacco preventivo”: un modo per scoraggiare qualunque iniziativa futura da parte di registi israeliani.
Con l’accordo di Mohammed Bakri abbiamo stabilito di proiettare il film “Jenin Jenin” nel maggior numero di città italiane contemporaneamente (ci stiamo orientando su gennaio, quando riprenderà il processo).
Credo che comprendiate l’importanza di un’azione del genere: dei suoi significati, modalità, obiettivi.
In particolare attrarre un pubblico “nuovo”, non uso ad interessarsi a temi che genericamente vive "semplicemente" come un "conflitto”.
Proprio per questa finalità sarà di assoluta importanza non “firmare” gli eventi come associazioni, gruppi legati al mondo solidale con Palestina: il soggetto che dovrà emergere è il diritto alla libertà di espressione artistica.
Vi chiediamo disponibilità a proiettare il film nella vostra città ed inoltre, a vostra volta, segnalarci nuovi contatti per possibili altre proiezioni.
Infine, segnalateci conoscenze legate al mondo del cinema e del teatro a cui poter inviare la lettera di solidarietà con Bakri.

Marco Dinoi, Nicola Perugini, Andrea Del Grosso